ASSOCIAZIONE BUTEYKO ITALIA

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AVVISO IMPORTANTE : in questi notiziari,  dal titolo "Notizie Salutari", che sono inviati per e mail a tutti coloro che ci hanno inviato il loro indirizzo, dimostrando interesse per l'argomento, il consulente medico  ed incaricata della formazione degli istruttori per l'Associazione Salutaris- Buteyko Italia, dr. Fiamma Ferraro, fornisce, oltre alle novità sulle date dei corsi, altre informazioni interessanti sul metodo Buteyko e sulla respirazione e salute in generale. Per riceverlo basta inviarci una e mail. ( fiafer@yahoo.com ) *  I  notiziari hanno scopo informativo e   non intendono in alcun modo dare  consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti. Il contenuto del Notiziario può essere liberamente riportato, purché sia indicata la fonte
Questo avviso vale per tutti i numeri del Notiziario

NOTIZIE SALUTARI” (a cura della Dr. Fiamma Ferraro-fiafer@yahoo.com) settembre 2011

Buongiorno. Spero che tutti i lettori abbiano trascorso buone vacanze, approfittando magari del tempo libero per fare un po’ di esercizi per migliorare il respiro :-)

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Congresso degli istruttori Buteyko a fine agosto  in Canada, presso l’Università di Toronto (terapia chelante, disfunzione corde vocali, rapporti Steiner-Buteyko ed altro)
Come accennato nel precedente Notiziario sono stata invitata, in rappresentanza dell’Italia, a tenere un intervento   durante il Congresso di istruttori Buteyko, provenienti da ogni parte del mondo, che ha avuto luogo presso l’Università di Toronto –Canada.
Ho parlato sulla tematica relativa all’inquinamento ed ai metalli pesanti ed altri veleni (in particolare il mercurio, che oltre agli altri problemi offre un terreno in cui prospera la Candida: secondo il dr. Thomas Rau, direttore della celebre Clinica svizzera  Paracelsus (una delle più celebri cliniche di medicina alternativa in Europa) la Candida sarebbe una reazione di difesa dell’organismo contro l’eccesso di mercurio. La Candida si nutrirebbe di questo mercurio, diminuendone quindi i quantitativi nell’organismo, e potrebbe essere pericoloso cercare di eliminare con mezzi drastici la Candida prima di aver cercato di espellere almeno un po’ di mercurio con una buona terapia chelante.
Uno degli ostacoli che più frequentemente impediscono il conseguimento di successi con il metodo Buteyko è appunto uno stato di forte presenza di veleni nell’organismo, e in questi casi l’iperventilazione è non raramente una reazione di difesa contro questo eccesso di veleni; i veleni vengono infatti in parte emessi nell’aria con il respiro; spesso inoltre provocano uno stato di acidità dell’organismo, il che obbliga a respirare di più per impedire che l’acidità del sangue raggiunga livelli pericolosi.
In questi casi è pertanto necessario, prima di iniziare gli esercizi Buteyko, mettere in atto delle misure di terapia chelante/disintossicante.
Durante il Congresso a Toronto, nel corso del quale ho avuto il piacere di rivedere degli istruttori che non vedevo da anni, provenienti dall’Australia, Danimarca, Usa, Irlanda e Gran Bretagna, vi è stato uno scambio di idee molto fruttuoso e sono  stati discussi vari approcci diretti a migliorare ancora di più l’insegnamento degli esercizi Buteyko.  Vi sono inoltre state alcune altre Conferenze molto interessanti: una sui rapporti, sempre più evidenti, tra iperventilazione ed ansia/panico ed una sulla disfunzione delle corde vocali.
Sulla disfunzione delle corde vocali, argomento  indubbiamente da approfondire, riporto quanto avevo scritto nel Notiziario dell’aprile 2007 (http://buteykoitalia.homestead.com/malattiaeccessorespirazione.html )
Sempre in relazione alla diagnosi di asma, mi sembra interessante anche  un altro problema, la “disfunzione delle corde vocali” che viene non raramente erroneamente diagnosticata come asma, in quanto provoca sintomi molto simili, come una sensazione di chiusura della gola, un senso di soffocamento e problemi di respirazione in particolare, come avviene per l’asma, nella fase dell’espirazione.
Nell’interessante sito http:// cantbreathesuspectvcd.com  (non puoi respirare: sospetta una disfunzione delle corde vocali), si osserva come questo problema della VCD (disfunzione delle corde vocali) sia ancora poco conosciuto, come numerosi medici non ne abbiano mai sentito parlare, e come sia ignorato anche in molti libri medici. Il problema, per confondere ulteriormente le cose, è inoltre complicato anche dal fatto che vengono impiegati anche altri nomi per  la VCD , e che esistono anche altri quadri patologici simili (ad esempio la “distonia spasmodica”).
E’ interessante comunque notare che, tra i consigli dati nel sito web sopracitato, alla pagina “come sopravvivere ad un attacco di VCD ”, vi siano alcune manovre respiratorie che portano ad un rallentamento  e ad una tranquillizzazione della respirazione (nuova conferma della validità di quanto sostenuto dal dr. Buteyko).
Non mi resta che dire  che, viste anche tutte queste difficoltà e   la complessità   della diagnosi dell’asma, perlomeno la respirazione Buteyko, diversamente da quanto accade per broncodilatatori e cortisone,  anche quando la diagnosi di asma  è errata, fa comunque bene poiché è utile anche in caso di infiammazioni, attacchi di panico, disfunzioni vocali e spasmi.”


Un’altra conferenza molto interessante, tenuta dallo psicologo australiano J.Wilson (www.remedialbreathing.com) ha parlato dei rapporti tra  gli insegnamenti di Buteyko e quelli di Rudolf Steiner.  Su Steiner, fondatore dell’antroposofia) vi sarebbe troppo da scrivere e quindi rinvio, per chi voglia saperne di più, ad es. al  link http://www.macrolibrarsi.it/speciali/rudolf_steiner.php dal titolo “Rudolf Steiner, un gigante dell’età moderna”.
Steiner è noto soprattutto per le sue scoperte nel campo della medicina (medicamento a base di vischio contro i tumori, impiegato soprattutto nella Clinica di medicina antroposofica  Lukas-Klinik, in Svizzera, con spese interamente sostenute dal sistema sanitario pubblico svizzero) nel campo dell’istruzione (fondatore delle scuole steineriane/Waldorf) e dell’agricoltura (agricoltura biodinamica).

Ed ecco quanto ha osservato Rudolf Steiner sul respiro:
”E questo è un grande segreto: tutte le forze risanatrici si trovano originariamente nel sistema respiratorio umano. E chi conosce veramente l’intera dimensione del respiro conosce anche le forze risanatrici dell’organismo umano, che non si trovano negli altri sistemi dell’organismo  i quali hanno loro stessi bisogno di essere guariti.....”

Sperimentazioni a Toronto
Poichè questo numero del Notiziario si sofferma sul Canada e l’Università di Toronto, dove si è svolto il Congresso, vorrei citare  degli studi, pur non recentissimi, che hanno avuto luogo presso questa Università: i ricercatori medici del programma di biologia molecolare dell’Università   hanno infatti accertato che “....l’innalzamnto nella permeabilità microvascolare è stato più elevato nel gruppo in cui vi era ipocapnia (tasso troppo basso di CO2 nell’organismo ) che nel gruppo di controllo. Il danno causato da ischemia da riperfusione è stato notevolmente superiore nel gruppo in cui vi era ipocapnia rispetto al gruppo di controllo”. Il danno al tessuto polmonare è stato proporzionale al grado di ipocapnia (Laffey et al. 2000, Laffey et al.2003). Come concludono i ricercatori canadesi in questione: “un innalzamento deliberato della PaCO2 (ipercapnia terapeutica) protegge contro danni al tessuto polmonare (Laffey et al.2003).
Quale conclusione trarne? Anche se i ricercatori in questione, che non conoscevano Buteyko, ovviamente non  osservano nulla in proposito, è bene cercare di migliorare il proprio modo di respirare, in modo da conservare una buona quantità di CO2 nell’organismo, senza mai arrivare al livello di ipocapnia che renderebbe necessaria la somministrazioni terapeutica di CO2 con le modalità di cui allo studio sopracitato!

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individuali: a Siena, Firenze o Roma, ed ora anche a Modena-Carpi  corsi individuali (o per piccoli gruppi) con consulenza medica, su appuntamento (anche nel fine settimana).  In caso di corso individuale può essere sufficiente un pomeriggio (circa 4 ore).Per chi non vuole imparare il metodo solo a scopo preventivo ma per  far fronte a problemi di salute, è in genere preferibile un corso individuale, che può essere inquadrato in una consulenza medica durante la quale possono anche essere prescritti/modificati, se necessario, dei dosaggi di medicinali, sia convenzionali che alternativi.  Per informazioni: tel. 3456248926 ,   www.saluteglobale.com  , e-mail: fiafer@yahoo.com

“NOTIZIE SALUTARI” (a cura della Dr. Fiamma Ferraro-fiafer@yahoo.com)  luglio  2011

-Zanzare ed anidride carbonica
E’ da tempo arrivato, con il caldo, il consueto   fastidio delle zanzare ed insetti vari . I rimedi adottati sono a volte peggiori del male, perchè si ricorre spesso ad insetticidi, lozioni chimiche da spalmare sulla pelle, ed aggeggi vari di cui non è sicura l’innocuità. Esistono anche lozioni e diffusori a base di sostanze naturali, che tuttavia hanno in genere un effetto più blando,  non sufficiente.
Mi sembra pertanto interessante riportare a questo proposito la notizia che esistono da vari anni delle trappole cattura-zanzare,  a quanto pare di buona efficacia, sia per ambienti interni che per ambienti esterni, basati sull’emissione di piccole quantità di CO2 . E’ stato  infatti da tempo accertato che le zanzare e  la maggior parte degli insetti volanti sono attratti verso  uomini ed animali in particolare da due fattori: anidride carbonica e calore e, sulla base di questo principio, sono stati da tempo messi sul mercato degli aggeggi che attirano   le zanzare  emettendo CO2, e poi le uccidono  (non con la CO2 ma con altri meccanismi). Questi aggeggi mi sembrano più sicuri  di vari altri mezzi (non ho nessun collegamento finanziario con i produttori;  ne esistono numerosi, in Italia ed all’estero). La quantità di CO2 emessa (rapportata all’ampiezza dell’ambiente da difendere) è minima, paragonabile a quanto pare a quella emessa da una persona che sta iperventilando notevolmente ; ed ecco quindi un nuovo motivo (se ne se scoprono sempre di nuovi!) per cercare di non respirare troppo e quindi di non emettere nell’aria molta CO2: si evita di attirare zanzare ed insetti vari,  e si ha meno bisogno bisogno di comprare costose trappole che emettono  nell’aria una quantità ancor maggiore di CO2 J !

-Cantare nutre il cervello durante l'infanzia
Si sta purtroppo perdendo l’abitudine al canto, sia tra gli adulti che tra i bambini. Un tempo, quando magari si camminava o si lavorava manualmente  si cantava, mentre ora si ascolta musica con i lettori MP3 e le cuffie, ed i giochi di un tempo, nei quali si cantava, non esistono più.  Bisognerebbe invece cercare di cantare un po’ di più in particolare durante l’infanzia. Cantare in età infantile è infatti ancora più importante di quanto non si pensasse. Ciò è dimostrato in modo più che affidabile da uno studio  condotto recentemente in 500 asili nido nella città tedesca di Muenster (Nord Reno-Westfalia).  Dallo studio, condotto dai      Dr. Thomas Blank e Karl Adamek, dell 'Università di Muenster in collaborazione con il Dipartimento di Sanità Pubblica, è emerso che l’ 88% dei bambini che  nel periodo dell’asilo aveva cantato, era pronto ad iniziare la scuola al raggiungimento dell’età per la scolarizzazione, mentre l’analoga percentuale tra i bambini che avevano cantato poco/niente era pari al 44%.
Si tratta della prima prova scientifica su larga scala riguardante il fatto che il  cantare   ha effetti favorevoli sullo sviluppo dei bambini, soprattutto in termini di  crescita, comportamento sociale e   controllo dell'aggressività.
Studi neurobiologici e fisiologici mostrano che il canto favorisce la produzione di ormoni che provocano rilassamento, e diminuisce la produzione di ormoni che provocano aggressività. 
La canzone è un "un fattore nutritivo  potente per il cervello dei bambini”, osserva quindi il professore di neurobiologia   Gerald Huether.
Lo studio è stato pubblicato sul periodico  “Singen in der Kindheit” con il titolo “An Empirical Study of Health and School Readiness of Kindergarten Children”.
Come al solito, anche in questo studio è stato preso in esame ogni possibile  parametro (dalla pressione al battito cardiaco, alla produzione di ormoni, ecc.) meno il modo di respirare dei bambini che cantavano.
Eppure è noto che il canto, se effettuato bene (e parlo ovviamente di canto e non degli strilli che a volte vengono spacciati per canto) favorisce buone abitudini respiratorie, portando ad una respirazione diaframmatica e a non iperventilare.
E’ noto tra l’altro che nell’antica scuola italiana del “bel canto” si metteva una candela accesa davanti alla bocca dell’allievo; mentre l’allievo cantava la fiamma della candela non doveva oscillare (e quindi il fiato durante il canto doveva essere immesso-emesso lentamente/leggermente, durando a lungo).
Cerchiamo quindi di cantare di più e bene!

-Ictus. Recupero con lo yoga
Un numero considerevole di persone, anche giovani, è ogni anno colpito da ictus cerebrali. Lo stress, l’agitazione e la fretta della vita moderna sono indubbiamente dei fattori che non fanno bene alla salute. La buona notizia, già nota da diverso tempo e che ora trova sempre più conferme, è che anche il cervello ha notevoli facoltà di rigenerazione, e che con un po’ di tempo e pazienza è possibile mettere riparo al danno provocato dall’ictus.
Segnalo a questo proposito uno studio effettuato negli Stati Uniti, da ricercatori presso l’Università dell’Indiana, su un gruppo di reduci da eventi bellici, che avevano sofferto di un ictus. Per otto settimane questo gruppo di 20 persone ha effettuato 2 volte alla settimana un’ora di esercizi di yoga, ed in loro è stato accertato  il conseguimento di risultati estremamente favorevoli: un aumento del senso dell’equilibrio pari al 34% in base alla  Scala Fullerton, oltre a notevoli miglioramenti dell’umore e  resistenza.
Come  di consueto, indovinate quale  parametro non è stato osservato e preso in considerazione nell studio? Avete indovinato: non è stato osservato il modo di respirare all’inizio ed al termine dello studio! Eppure è noto e scientificamente assodato che bastano pochi minuti di iperventilazione per far diminuire del 40 % il livello di ossigenazione del cervello, e quindi, se si attenua l’iperventilazione allora migliora l’ossigenazione, il che ha indubbiamente un effetto positivo sul recupero delle funzionalitò cerebrali dopo un ictus. E' quindi più che probabile che il miglioramento provocato dagli esercizi di yoga sia stato almeno parzialmente  causato anche dalla diminuzione dell’iperventilazione e dal miglioramento del respiro provocato dagli esercizi di yoga. E’ infatti noto (lo diceva Buteyko e lo ripeto anche nel mio libro) che lo yoga, se fatto bene, aiuta a  respirare meglio e fa diminuire l'iperventilazione, anche se in modo molto meno rapido ed accentuato rispetto a quanto si può ottenere intervenendo, con il metodo Buteyko, direttamente e solamente sul modo di respirare.  

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Congresso degli istruttori Buteyko a fine agosto  in Canada, presso l’Università di Toronto
Sono stata invitata, in rappresentanza dell’Italia, a tenere un intervento il 28 agosto durante il Congresso di istruttori Buteyko, provenienti da ogni parte del mondo, che avrà luogo a Toronto. Parlerò della tematica realtiva all’inquinamento ed ai metalli pesanti ed altri veleni; metterò in rilievo che uno degli ostacoli che più frequentemente impediscono il conseguimento di successi con il metodo Buteyko è appunto uno stato di forte presenza di veleni nell’organismo, e del modo in cui bisogna procedere in questi casi, mettendo in atto, oltre agli esercizi Buteyko, delle misure di terapia chelante/disintossicante.
Vi farò avere notizie sul Congresso a fine agosto, al mio ritorno da Toronto. Intante auguro buone vacanze (e buona respirazione) a tutti quanti!

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“NOTIZIE SALUTARI” (a cura della Dr. Fiamma Ferraro)       giugno 2011
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I sospiri
Salve. Inizio questo Notiziario     con un argomento che può sembrare poco allegro: quello dei sospiri, collegati in genere all’idea della malinconia. 
Un sospiro è   definito scientificamente come un’ inalazione involontaria (e successiva esalazione) di un volume di aria superiore di 1,5 rispetto a quello medio abituale in ognuno, (Leiner & Abramowitz, 1958). Secondo alcuni (Wilhelm et al, 2001; Caughey et al, 1943), il volume sarebbe anzi pari a 2 volte rispetto a quello abituale . Il sospiro è in genere effettuato usando la parte superiore del torace  ed è tra l’altro un sintomo di una respirazione abituale non diaframmatica ma toracica (Katagiri et al, 1998; Lum, 1975; Lum, 1981; Gallavardin, 1925; Leiner & Abramowitz, 1958).
I sospiri sono frequenti anche durante il sonno, in adulti e bambini. Uno studio (Perez-Padilla et al, 1983)  effettuato su 12 adulti sani   ha dimostrato che tutti e 12 sospiravano da 1 a 25 volte nel sonno.
(Non stupitevi se gli studi che cito sono spesso   piuttosto “antichi”; per trovare una buona quantità di studi fatti sul fenomeno del respiro, non necessariamente collegato a specifiche malattie respiratorie, bisogna risalire a vari anni addietro, poiché a quanto pare le respirazione “normale” è al giorno d’oggi considerata come un argomento non molto interessante per l’effettuazione di studi scientifici).
Sospiri ed iperventilazione: l’aspetto più interessante per questo Notiziario è ovviamente il nesso tra sospiri frequenti ed iperventilazione.  Come sopra accennato, durante i sospiri si respira una quantità d’aria superiore al normale ma questo “normale” in chi tende a sospirare molto è comunque già abitualmente superiore all’”ottimale”. In altri termini, come rivelano vari studi, la tendenza ai sospiri frequenti è un chiaro sintomo di iperventilazione abituale e cronica.
Mentre sono state avanzate varie ipotesi quanto alla causa dei sospiri frequenti, un numero  considerevole di studi  mette in evidenza  questo collegamento tra i sospiri frequenti e l’iperventilazione abituale (Aljadeff et al, 1993; Brashear, 1983; Okel BB & Hurst, 1961; Saltzman et al, 1963). Molti ricercatori (Bass & Gardner, 1985; Berczeller, 1993; Brashear, 1983; Fraser & Pare, 1979; Gliebe PA & Auerback, 1944; Howell, 1990; Ker, 1937; Lum, 1975; Lum, 1981; Magarian et al, 1983; Rice et al, 1950). considerano la tendenza a sospirare come un classico sintomo  della tendenza all’ iperventilazione. Blashear (1983) in un suo articolo sul periodico Lung , intitolato “La Sindrome dell’iperventilazione”, osserva che i medici dovrebbero considerare i sospiri frequenti dei loro pazienti come un sintomo classico della presenza della “sindrome di ipreventilazione”.
Conseguenze: per chi  conosce bene le conseguenze dell’iperventilazione, non è quindi una sorpresa il fatto che numerosi studi abbiano messo in evidenza l’esistenza di un chiaro collegamento tra tendenza ai sospiri e attacchi di panico (Abelson et al, 2001; Schwartz et al, 1996; Wilhelm et al, 2001a; Wilhelm et al, 2001b), ansia (Lum, 1981),  disturbi nervosi   (Rechnitzer et al, 1929), dispnea (Magarian et al, 1983), astenia ed instabilità neurocirculatoria  (White & Hahn, 1929),  artrite reumatoide  (Robbins  et al, 2011).
E’ indubbiamente possibile che chi soffre di questi problemi di salute tenda alla malinconia e quindi ai sospiri frequenti, ma è anche possibile che questi problemi di salute (e magari anche una malinconia  collegata alla sensazione di mancanza di energia) siano stati causati o aggravati appunto da uno stato di iperventilazione, di cui la tendenza ai sospiri frequenti è un chiaro sintomo. Dato che chi tende a sospirare frequentemente è già normalmente in uno stato di iperventilazione costante, è comprensibile come in queste persone una rapida successione di sospiri consecutivi possa provocare una ulteriore discesa dei livelli già bassi di CO2 e quindi scatenare, in chi tende a questi disturbi, degli attacchi di asma, dispnea,   attacchi di panico ed altro (Chaitow, 2004)
In un precedente numero del Notiziario ho parlato degli effetti benefici della risata, durante la quale si tende a respirare poco e a muovere  il diaframma, con un benefico massaggio. Meglio quindi, ogniqualvolta possibile, cercare di essere allegri e ridere, anziché essere malinconici e sospirare!
-Ansia ed irritazione, e rischio di attacchi cardiaci
Appare sempre più chiaro il nesso tra lo stato d’animo e le condizioni di salute. In riunioni della American Heart Association, University of North Carolina, si è messo in evidenza come gli studi (condotti su 12.453 persone in un periodo di 8 anni)  abbiano dimostrato che coloro che soffrivano per lunghi periodi di stress ed irritazione, avevano una probabilità di attacchi cardiaci in misura superiore del 42%-69% rispetto alle persone più tranquille e serene.
Risultati analoghi sono stati messi in evidenza da ricercatori della Johns Hopkins University che, seguendo 1000 studenti   per un periodo dal 1948 al 1994, hanno accertato che gli studenti più “irritabili” avevano il triplo dei rischi di problemi di cuore in età relativamente giovane rispetto agli studenti di temperamento più calmo e poco irritabile.  L’autrice dello studio, Dr. Patricia Chang, osserva che la rabbia e l’irritazione causano un rilascio di ormoni che provocano costrizione dei vasi sanguigni, aumentando quindi il rischio di attacchi cardiaci.
Come al solito, quando si fanno questi studi, si osserva tutto, e si   colpevolizza tutto il possibile meno il modo “normale” di respirare, al quale non si dedica   attenzione.   Se si prendesse in esame il modo di respirare delle persone stressate ed arrabbiate, si osserverebbe che queste persone tendono ad iperventilare, ed affrontare il problema cercando di rieducare il respiro ed eliminare l’iperventilazione potrebbe quindi essere uno dei modi più efficaci per diminuire il rischio di future malattie.

-Malattie dell’infanzia ed asma/allergie:
Una notizia che può consolare i genitori alle prese con le malattie infantili dei figli: il fatto di ammalarsi di morbillo nell’infanzia riduce il rischio d’asma dell’80% e di allergie   del 30% (Rosenlund H et al. Allergic disease and atopic sensitization in children in relation to measles vaccination and measles infection. Pediatrics 2009; 123 (3): 771-8); ammalarsi di varicella prima degli 8 anni riduce il rischio di eczema del 45%, e di eczema grave  del 96%! (Silverberg JI, Norowitz KB, Kleiman E et al. Association between varicella zoster virus infection and atopic dermatitis in early and late childhood: A case-control study. Journal of Allergy and Clinical Immunology 2010; 126: 300-305)
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Infezioni respiratorie e tumori
Sempre sulla stessa linea (e cioè: non tutto il male viene per nuocere!) un’altra notizia interessante. A quanto sembrerebbe un virus molto comune, diffuso nell’ambiente e responsabile di infezioni che molto spesso colpiscono le vie respiratorie, il Reovirus, avrebbe effetti protettivi contro i tumori, e sarebbe in grado di distruggere cellule cancerose senza danneggiare cellule sane, tanto che una compagnia americana, la
Oncolytics Biotech Inc. sta fin dal 1998 studiando l’argomento, ed ha messo a punto contro i tumori  un preparato, il Reolysin®, che sembrerebbe molto  promettente. 
Le sperimentazioni su questo preparato non sono ancora concluse e quindi il Reolysin non è ancora in commercio ma nel frattempo chi è alle prese con le fastidiose infezioni alle vie respiratorie causate dal reovirus può forse consolarsi pensando che questo virus intanto sta anche distruggendo alcune delle cellule cancerose che tutti quanti abbiamo e che un buon sistema immunitario (rinforzato magari dal buon modo di respirare!) riesce a tenere sotto controllo.

CORSI  
**con la
Dott.ssa Fiamma Ferraro
          
Corsi per uso proprio:
           a)
corsi di gruppo
                              
a Roma  l’11 giugno, (nel pomeriggio) corso per un 
                               un gruppo  ristretto.
                              
A Casciano di Murlo (Siena), il 9 luglio
                              
A Roma , il 16 luglio                       
          
b)Corsi individuali: a Siena, Firenze o Roma, ed ora anche a Modena-Carpi  corsi individuali (o per piccoli gruppi) con consulenza medica, su appuntamento (anche nel fine settimana). 
In caso di corso individuale può essere sufficiente un pomeriggio (circa 4 ore).Per chi non vuole imparare il metodo solo a scopo preventivo ma per  far fronte a problemi di salute, è in genere preferibile un corso individuale, che può essere inquadrato in una consulenza medica durante la quale possono anche essere prescritti/modificati, se necessario, dei dosaggi di medicinali, sia convenzionali che alternativi. 
Per informazioni: tel. 3456248926 ,   www.saluteglobale.com  , e-mail: fiafer@yahoo.com
 
Corsi per istruttori (con la Dr. Fiamma Ferraro)
  Il  secondolivello del corso per istruttori iniziato il 2-3 aprile si svolgerà,   a Casciano di Murlo, il 3-4 settembre.    (fiafer@yahoo.com )
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NOTIZIE SALUTARI” (a cura della dott. Fiamma Ferraro)- maggio 2011
-Effetti della respirazione di aria con ossigeno concentrato
Come i conoscitori del metodo Buteyko sanno bene (e sull’argomento mi soffermo a lungo nel mio libro “Attacco all’Asma.. e non solo”), è di scarsa se non   di nessuna  utilità cercare di far aumentare la quantità di ossigeno che raggiunge la destinazione finale (le cellule del cuore, cervello e vari tessuti) introducendo una maggiore quantità di aria/ossigeno nei polmoni.
Vediamo a questo proposito quanto emerso in  una recente revisione sistematica Cochrane di alcuni studi  riguardanti  pazienti vittime di un attacco cardiaco, ai quali viene spesso fatto inalare ossigeno puro, per cercare di migliorare rapidamente l’ossigenazione del cuore. In questo studio sono stati esaminati i risultati di 3 sperimentazioni per vedere l’effetto di questa pratica. Sono stati presi in esame da una parte dei pazienti  ai quali, nelle 24 ore dopo un attacco cardiaco   era stato fatto respirare   ossigeno puro al 100%, e dall’altra invece pazienti che per le 24 ore dopo l’attacco avevano respirato aria normale (con un contenuto quindi di O2 pari al 20% circa).   Ebbene,  in questi due gruppi di pazienti, per un totale di 387 persone, vi sono stati in tutto 14 decessi, ma il fatto che ha sorpreso è stato che il numero di decessi, nel gruppo che aveva ricevuto O2 al 100%, è stato   pari al triplo rispetto al gruppo che aveva respirato aria normale con O2 al 20%.
I ricercatori hanno tuttavia osservato che anche se questi risultati sembrano indicare che far respirare più ossigeno possa fare più male che bene, il numeri di pazienti esaminati nello studio, come osservato giustamente dalla Dr .Amanda Burls  del Department of Primary Health Care dell’ Università  di Oxford, è così esiguo  che  non possono esserne tratte indicazioni conclusive. Tuttavia, come osservato da un altro dei ricercatori, il Prof Tom Quinn,  dell’ Università di Surrey-  è importante risolvere al più presto questa incertezza,
“dato il fatto che si tratta di una pratica così diffusa, è necessario un trial su larga scala per essere sicuri che somministrare O2 concentrato non sia dannoso”, ed un altro membro del team di ricercatori, il  Dr. Juan Cabello  dell’ospedale universitario di Alicante, Spagna, ha aggiunto: “è veramente stupefacente come noi, cardiologhi, abbiamo sempre usato questo trattamento pur in assenza di solide evidenze”.   Non si può che dar ragione al Dr. Cabello; forse, visti i risultati della somministrazione di un po’ di anidride carbonica (CO2) in  casi di emergenze di vario tipo (ved. ad es. quanto ho riportato sull’argomento nel Notiziario del marzo 2010), i risultati sarebbero migliori se all’O2 in concentrazione superiore a quella dell’aria si aggiungesse in questi casi  un po’ di CO2.
In questo modo la CO2 consentirebbe all’O2 di raggiungere in maggiore quantità i tessuti  del cuore,  affamato di quell’ ossigeno che non viene rilasciato dal sangue  in quantità sufficiente quando non vi è abbastanza CO2.  
-Ossigeno ed alta montagna
Nella stessa direzione, e  cioè quella di una scarsa utilità della presenza  di  maggiori concentrazioni di ossigeno nell’aria inalata, sembra indicare anche un articolo apparso su Science Daily (Mar. 26, 2011), in cui si osserva che in uno degli studi su più larga scala mai effettuati sull’argomento, dei ricercatori  della University of Colorado School of Medicine, insieme alla Harvard School of Global Health hanno  accertato che le persone che vivono ad altitudini elevate, in cui vi è pertanto meno ossigeno,  hanno meno probabilità di morire di problemi di cuore e tendono a vivere più a lungo; (ciò ovviamente purchè queste persone non soffrano di malattie  respiratorie perchè in questo caso l’effetto della minore quantità di ossigeno sarebbe negativo)  Come affermato da Benjamin Honigman,   professore di  medicina d’emergenza all’Università del Colorado : “livelli bassi di ossigenon attivano certi geni che, a quanto riteniamo, possono migliorare la funzione del muscoli cardiaco e possono anche far nascere nuovi vasi sanguigni, creando   nuovi passaggi per il sangue verso il cuore” .
Il Colorado è lo Stato americano situato all’altitudine più elevata ed è anche lo Stato in cui gli abitanti sono più snelli, in forma, e con il minor numero di decessi per problemi cardiaci e tumori del colon e dei polmoni.
Come affermato da Honigman: “Vogliamo ora capire i meccanismi dietro l’ipossia (scarsa presenza di O2) ed i motivi del suo effetto sull’organismo”
Indubbiamente vi è ancora molto da ricercare sul respiro e l’ossigenazione!  
-Apparecchi per migliorare l’ossigenazione
Non mi riferisco qui ovviamente ad apparecchi diretti ad incrementare e concentrare la percentuale di ossigeno nell’aria inspirata  poiché, come i lettori di questo Notiziari già sanno, (e ved.sopra) non serve aumentare la quantità di O2 che va ai polmoni per far aumentare anche la quantità di O2 che passa al sangue e poi dal sangue ai vari tessuti (l’argomento è esaminato a fondo nel mio libro “Attacco all’Asma.. e non solo”). Mi riferisco invece a degli apparecchi che facilitano il passaggio dell’O2 nella sua tappa finale, dal sangue ai tessuti, dando un aiuto supplementare alla loro ossigenazione. Due di questi apparecchi danno risultati abbastanza buoni: mi riferisco al “Bol d’air” del Dr. Jacquier (di cui si parlava anche nel primo libro su Buteyko uscito in italiano, 10 anni fa, “Attacco all’Asma” di Rosa M. Chicco) ed all’apparecchio “Airnergy”, di studio e fabbricazione tedesca.
Questi due apparecchi, facendo passare l’aria attraverso alcuni oli essenziali, e tramite  impulsi elettronici ed altri, trasformano l’O2 in O, e cioè in ossigeno nascente, che si distacca più facilmente dall’emoglobina, per raggiungere i vari tessuti. Anch’io ho questi due apparecchi nei miei studi medici e  li uso spesso per ottenere, quando necessario, una ossigenazione supplementare.
La parte fondamentale del discorso è tuttavia nel termine “supplementare”: questi apparecchi infatti (a parte il costo di varie migliaia di euro che  non li rende facilmente accessibili a tutti), aiutano l’ossigenazione appunto in modo supplementare e non “fondamentale”. Il “fondamento” della buona ossigenazione dei tessuti consiste infatti nella buona assimilazione dell’O2, e cioè dell’ossigeno nella sua forma normale, quale presente nell’atmosfera ed emesso anche dalle piante. Trasformare una parte di questo O2 in O semplice per farlo andare più facilmente ai tessuti non risolve il problema fondamentale dello scarso passaggio del normale O2 verso i tessuti. Per risolvere questo problema è necessario normalizzare la respirazione eliminando l’iperventilazione,  mantenendo così una quantità di CO2 sufficiente per fare distaccare l’O2 dall’emoglobina e farlo passare nei tessuti. Quando questo passaggio funziona bene, l’ossigeno nascente  prodotto dagli apparecchi può dare un ulteriore potenziamento alla ripresa della buona ossigenazione dei tessuti ma non è sufficiente ad assicurarla se la normale respirazione senza apparecchi non funziona bene 24 ore su 24.
Questi apparecchi non producono inoltre alcun effetto sulla CO2 ed è noto che la CO2, a parte il suo effetto consistente nel facilitare il passaggio dell’O2 ai tessuti, produce “in proprio” anche altri effetti benefici (spasmolitici, vasodilatatori, antiinfiammatori ed altro,   provati da numerosissimi studi medici elencati anche nel mio libro). Non posso quindi che concludere che per ossigenarsi bene è indispensabile respirare costantemente “bene”: apparecchi e sostanze varie possono dare un aiuto supplemntare che però da solo non è sufficiente.
E concludo augurando a tutti una Buona Pasqua!
 
CORSI   **con la Dott.ssa Fiamma Ferraro
Corsi per uso proprio:     a) corsi di gruppo:   a  Ferrara , domenica 22 maggio, corso per un piccolo gruppo: per informazioni ed iscrizioni: Cell.347.7032730 –  e.mail    tamborhablante@libero.it
                                                                  a
Roma, il  7 maggio,corso per un piccolo    gruppo,per  informazioni ed iscrizioni:3456248926, fiafer@yahoo.com
                                    
b)Corsi individuali: a Siena, Firenze o Roma, ed ora anche a Modena-Carpi  corsi individuali (o per piccoli gruppi) con consulenza medica, su appuntamento (anche nel fine settimana).  Le prossime disponibilità per corsi individuali a Carpi  sono il 3-4 maggio.
In caso di corso individuale può essere sufficiente un pomeriggio (circa 4 ore).Per chi non vuole imparare il metodo solo a scopo preventivo ma per  far fronte a problemi di salute, è in genere preferibile un corso individuale, che può essere inquadrato in una consulenza medica durante la quale possono anche essere prescritti/modificati, se necessario, dei dosaggi di medicinali, sia convenzionali che alternativi.  Per informazioni: tel. 3456248926 ,   www.saluteglobale.com  , e-mail: fiafer@yahoo.com  
Corsi per istruttori
  Le date dell prossimo primo livello del nuovo corso non sono ancora state fissate.  Gli interessati possono comunque    mettersi in contatto (fiafer@yahoo.com)  e segnalare il loro interesse. 


“NOTIZIE SALUTARI” (a cura della Dr.Fiamma Ferraro)- aprile  2011
- “Buteyko, la terapia naturale più efficace per l’asma”   scrive la rivista “Good Health”
La conoscenza dei benefici del metodo Buteyko per l’asma si sta diffondendo sempre di più negli ambienti medici di lingua inglese. In particolare in Australia, dove fin dal 1994 è stato effettuato uno studio in doppio cieco che ha provato questi effetti benefici, il metodo Buteyko sta diventando sempre più  conosciuto. Per fare un esempio: nella rivista di salute popolare più diffusa in Australia, dal nome "Good Health" (buona salute), nell’edizione di questo aprile,  nella rubrica “Chiedete ai nostri esperti”, il Dr Ross Walker, cardiologo e autore di sei libri,   rispondendo
alla domanda di un lettore sul trattamento dell’asma, dopo aver parlato dei vari trattamenti, convenzionali ed alternativi, osserva ”… . ma probabilmente la terapia naturale più efficace è la tecnica di respirazione Buteyko, se  insegnata da un istruttore  ben preparato”. 
-Asma e muri umidi
Mi sembra interessante, in questo periodo in cui siamo alle prese con un  aumento di piogge/umidità/esondazioni, attirare l’attenzione su questo articolo: http://www.abc.net.au/worldtoday/content/2004/s1126379.htm , pur non nuovissimo, scritto anche questo in Australia dove, come noto, la percentuale di asmatici è straordinariamente alta. L’articolo riporta come, a seguito di controlli fatti su oltre 65.000 edifici, si sia constatato un chiaro nesso tra il livello di umidità  negli edifici e la presenaza di asmatici in questi edifici.
E in effetti è noto come sui muri umidi possano prolificare muffe, milbe ed organismi vari che non fanno certamente bene, in particolare  a chi già tende ad allergie ed asma. Qualcuno potrebbe osservare che i problemi di umidità nei muri nei secoli scorsi ci sono sempre stati; anzi le case erano costruite con materiali meno resistenti all’umidità  e meno riscaldate, eppure l’asma non era così diffusa come oggi. Questo è indubbiamente vero, e probabilmente ci sono molte altre cause responsabili (tra cui soprattutto le abitudini respiratorie errate).
Va tuttavia osservato che un tempo nelle abitazioni non  vi erano le doppie finestre e tutte le misure che, per realizzare un risparmio energetico,    finiscono oggi con il sigillare quasi ermeticamente le case, in cui ormai l’aria circola solo attraverso impianti di condizionamento, sia per riscaldare che per raffreddare. Può quindi valere la pena  di dedicare attenzione all’edificio in cui si vive e, se del caso, di  mettere in atto delle misure di risanamento dei muri,  di aprire ogni tanto le finestre per arieggare e di fare attenzione alle condizioni degli impianti condizionatori, cambiando   spesso i filtri.
-Asma ed antibiotici
In una recente ricerca condotta presso la celebre Università di Yale, negli Stati Uniti, si è accertato che il somministrare ai bambini, prima dei sei mesi di età, un ciclo di antibiotici, fa aumentare il loro rischio di diventare asmatici nella misura del 40%. L’aumento del rischio raggiunge il 70 % se  il ciclo  di antibiotici  viene ripetuto.
Indubbiamente, vi sono delle situazioni in cui il ricorso agli antibiotici può essere inevitabile ma, come osservato nel commentare i risultati della ricerca dal Dr George Kassianos,  portavoce del Royal College  dei medici di medicina generale: “Dobbiamo fare molta attenzione nel prescrivere antibiotici ai bambini e, citando studi come questo, dovrebbe divenire più facile per i medici convincere i genitori dell’esigenza di evitare gli antibiotici se non assolutamente necessari”.
-
Sindrome di stanchezza cronica ed iperventilazione
La sindrome di stanchezza cronica, spesso unita alla fibromialgia, è un problema che si sta diffondendo con grande velocità. Le cause non sono state ancora del tutto chiarite, anche se si fanno varie ipotesi, così come purtroppo non si è ancora trovato un rimedio efficace. Quel che appare sicuro è tuttavia che in chi soffre di sindrome di stanchezza cronica vi è molto spesso una situazione di iperventilazione (eccesso di respiro rispetto all’attività svolta). Ciò è provato da numerosi studi, ma la conclusione che la medicina ufficiale ne trae è che l’iperventilazione sia una conseguenza, più che una causa, della sindrome di stanchezza cronica. In parte ciò è probabilmente vero, poiché quando ogni minima attività costa un grande sforzo e dispendio di energia,  allora per fare pochi passi occorre a volte respirare come se si corresse  la finale dei cento metri. Tuttavia, non raramente l’iperventilazione  può essere  non solo una conseguenza, ma anche una causa della sindrome di stanchezza cronica, in cui si realizza un circolo vizioso tra eccesso di respiro e scarsa ossigenazione dei tessuti e quindi produzione difettosa di energia, che a sua volta porta a respirare sempre di più per compiere ogni minima attività.
Cito qui solo alcuni degli studi che approfondiscono il rapporto tra  da una parte iperventilazione ed ipocapnia (basso livello di CO2 causato dall’iperventilazione)  e dall’altra la stanchezza cronica, studi ai quali, a mio avviso, andrebbe dedicata un’attenzione molto maggiore:
1)  Q J Med. 1994 Jan ;87(1):63-7. Hyperventilation and chronic fatigue syndrome.
Saisch SG, Deale A, Gardner WN, Wessely S. -Department of Thoracic Medicine, Kings College School of Medicine and Dentistry, London , UK
2 ) Behav Res Ther. 2007 Nov; 45(11): p. 2679-2690. Epub 2007 Jul 20.
Hyperventilation in patients with chronic fatigue syndrome: the role of coping strategies. Bogaerts K, Hubin M, Van Diest I, De Peuter S, Van Houdenhove B, Van Wambeke P, Crombez G, Van den Bergh O.Research Group on Health Psychology, Department of Psychology, University of Leuven, Tiensestraat 102, 3000 Leuven, Belgium.
3) Dyn Med. 2007 Jan 30; 6: p.2. Hypocapnia is a biological marker for orthostatic intolerance in some patients with chronic fatigue syndrome.
Natelson BH, Intriligator R , Cherniack NS , Chandler HK, Stewart JM.
Department of Neurosciences, UMDNJ-New Jersey Medical School , Newark NJ , USA . natelson@njneuromed.org
4)Am J Med Sci. 2006 Jun;331(6): p. 295-303.Patterns of hypocapnia on tilt in patients with fibromyalgia, chronic fatigue syndrome, nonspecific dizziness, and neurally mediated syncope.-Naschitz JE, Mussafia-Priselac R, Kovalev Y, Zaigraykin N, Slobodin G, Elias N, Rosner I.-Department of Internal Medicine A, the Bnai-Zion Medical Center and Bruce Rappaport Faculty of Medicine, Technion-Israel Institute of Technology, Haifa, Israel. Naschitz@tx.technion.ac.il

Vi sarebbe indubbiamente ancora molto da scrivere sull’argomento, sul quale intendo tornare in una delle prossime puntate.

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CORSI 
**con la Dott.ssa Fiamma Ferraro
1)
Corsi per uso proprio:
     a) corsi di gruppo: verranno comunicate le date per il mese di  maggio
     b)Corsi individuali: a Siena, Firenze o Roma, ed ora anche a Modena-Carpi  corsi individuali (o per piccoli gruppi) con consulenza medica, su appuntamento (anche nel fine settimana). In caso di corso individuale può essere sufficiente un pomeriggio (circa 4 ore).Per chi non vuole imparare il metodo solo a scopo preventivo ma per  far fronte a problemi di salute, è in genere preferibile un corso individuale, che può essere inquadrato in una consulenza medica durante la quale possono anche essere prescritti/modificati, se necessario, dei dosaggi di medicinali, sia convenzionali che alternativi.
Per informazioni: tel. 3456248926 ,   www.saluteglobale.com  , e-mail: fiafer@yahoo.com 
2) Corsi per istruttori:   Il prossimo primo livello del nuovo corso  avrà luogo  il 2-3 aprile a Casciano di Murlo; il secondo livello si svolgerà, sempre a Casciano di Murlo, il 3-4 settembre.  Gli interessati sono invitati a mettersi in contatto al più presto (fiafer@yahoo.com ), tel.3456248926

NOTIZIE SALUTARI” (a cura della dott. Fiamma Ferraro)- marzo 2011  

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Riaddestramento respiratorio in soggetti affetti da broncopatie croniche ostruttive.
Chi ormai ci segue  da anni sa bene che in alcuni casi iniziare il  riaddestramento respiratorio  con il metodo Buteyko non  è consigliabile, ed anzi non è nemmeno possibile. In particolare, mi riferisco a soggetti in cui vi è già un notevole danno polmonare e che hanno  costantemente  bisogno della somministrazione di ossigeno. Per queste persone è purtroppo troppo tardi per iniziare il metodo Buteyko, ed andrebbero semmai prese in considerazione altre techniche di ossigenazione. Tuttavia, vi sono   dei casi che definirei “casi limite” nei quali è ancora possibile ottenere dei risultati con Buteyko:  ho avuto il piacere di incontrare la dr.ssa Rosaria Scevola . La dr.ssa Scevola lavora a Catania , ed è una fisioterapista con master di alta specializzazione. Da anni è attiva nella riabilitazione respiratoria  di ammalati cronici. Circa due anni e mezzo fa, il primario ospedaliero della dr.ssa Scevola le ha suggerito di informarsi sul metodo Buteyko  per vedere innanzitutto di cosa si trattasse, e successivamente per magari applicarlo in determinati casi. La dr.ssa Scevola ha così letto con molta attenzione l’edizione precedente del mio libro “Attacco all’asma…e non solo” ed è passata all’azione. Ha selezionato “casi limite” nei quali appariva ancora  possibile applicare le basi ed alcuni esercizi molto semplici del metodo; (il lettore  si renderà conto  che solo chi ha una profonda conoscenza dell’apparato respiratorio e della fisiopatologia respiratoria è in grado di valutare correttamente la situazione e di intraprendere un lavoro del genere). La dr.ssa ha misurato i seguenti parametri: la famosa pausa controllo, la frequenza respiratoria, il polso, la pressione arteriosa, la saturazione dell’ossigeno nel sangue e la scala Borg . (Quest’ultima è una scala di misurazione soggettiva, da 0-10,  della sensazione di affanno e costrizione toracica utilizzata in soggetti affetti da broncopatie croniche ostruttive ed asma; è utile nel capire come si senta soggettivamente  il malato). La dr.ssa ha misurato questi parametri prima degli esercizi, dopo 2 minuti di esercizi, poi dopo 4, 6 e 8 minuti. Dal punto di vista fisio-patologico,   gli esercizi sono pertanto stati prescritti in modo controllato,   evitando quindi un incremento brusco della CO2, che in questi soggetti potrebbe provocare un broncospasmo “reattivo” causato dal centro respiratorio. Nei   10 casi che mi ha presentato la dr.ssa,  è riportato un aumento lento e graduale della pausa controllo con conseguente miglioramento dei parametri fisiologici  e inoltre –fattore di una certa importanza- era da apprezzare la sensazione soggettiva dei pazienti che si sentivano meglio.
Ciò ci dimostra che anche se non è sempre possibile un riaddestramento respiratorio “completo” è comunque possibile, a seconda dei casi, ottimizzare il funzionamenteo delle pur scarse  risorse respiratorie   rimaste. Inoltre, è da apprezzare come una migliore ossigenazione dei tessuti sia in realtà una delle basi più importanti della vita, concetto in realtà ad ”ampio spettro” in quanto può prendere in considerazione sia un atleta che desidera migliorare la propria prestazione sportiva come anche un ammalato cronico. Chi ha letto i miei articoli ed i miei libri si sarà accorto che insisto sempre di più su schemi personalizzati, in quanto ognuno di noi è un caso a sé.
E’ doveroso ringraziare la dr.ssa Scevola, che ha veramente a cuore le esigenze ed il benessere psico-fisico dell’ammalato, e dedica buona parte anche  del suo tempo libero per raggiungere questo obiettivo.  

-Inquinamento e veleni
In vari numeri di questo Notiziario negli anni scorsi avevo messo in guardia contro     sostanze tossiche contenute in molti prodotti usati per la pulizia personale e della casa, ed in altri oggetti di uso comune . Ora finalmente anche    la Commissione europea ha deciso di mettere al bando gradualmente in tutta l'Ue, entro i prossimi tre-cinque anni, sei sostanze chimiche cancerogene, tossiche per la riproduzione, persistenti o bioaccumulative che sono largamente usate in prodotti di consumo quali i deodoranti per ambienti, detersivi e detergenti, ammorbidenti per bucato, vernici, materiali sostitutivi del cuoio e della pelle per borse, scarpe e libri, colle e adesivi, materiali tessili, gomma, inchiostro per stampanti, nonché tappezzerie per case e automobili,  ed altro. I veleni incriminati sono gli ftalati Dehp (di-2-etilesil), Bbp (ftalato benzilico butilico) e Dbp (ftalato dibutilico), più altre tre sostanze: musk xylene(5-ter-butyl-2,4,6-trinitro-m-xylene), Mda (4,4'-diamminodifenilmetano), Hbccd (esabromociclododecano).
Peccato che per il ritiro di queste sostanze sia previsto un periodo di 3-5 anni, durante i quali potremo dunque continuare tranquillamente ad avvelenarci!
Come ho scritto anche nella seconda edizione del mio libro, “Attacco all’Asma.. e non solo”,  vivendo nell’ambiente attuale, siamo tutti più o meno “inquinati”. Il metodo Buteyko, portando ad un miglior funzionamento di fegato e reni e ad una migliore circolazione,   aiuta  a disintossicarsi ma nei casi più pronunciati può essere utile una terapia chelante di supporto.  In alcune persone l’eccesso di respiro  è abbinato all'accumulo di veleni che portano ad una disfunzione nelle cellule e ad una loro scarsa ossigenazione.   In alcuni casi di persone molto “avvelenate”, prima ancora di procedere al riaddestramento del respiro con Buteyko, potrebbe essere utile una cura disintossicante/chelante. In questo modo, oltre a poter eseguire più facilmente gli esercizi Buteyko si evita anche che con  l’eliminazione delle tossine, magari a volte molto  rapida,   provocata dal miglioramento del respiro, si producano delle crisi di disintossicazione troppo acute.  

-Asma ed obesità
Uno studio (1. Macredmond R, Singhera G, Attridge S, Bahzad M, Fava C, Lai Y, Hallstrand TS, Dorscheid DR. Conjugated linoleic acid improves airway hyper-reactivity in overweight mild asthmatics. Clin Exp Allergy. 2010 Jul;40(7):1071-8)   osserva che spesso i problemi di peso sono abbinati a  problematiche polmonari (aumentate del 75% nella popolazione Americana, in modo analogo all’aumento dei problemi di peso)  e riferisce in merito ad una sostanza utile per tutti e due i problemi. 
In questo studio in doppio cieco condotto su 28 persone che soffrivano di problemi polmonari (ipereccitabilità delle vie respiratorie ed altro), a metà dei soggetti è stato somministrato un integratore a base di acido linoleico coniugato  (CLA-già molto diffuso sul mercato anche da noi), ed in questi  questi  soggetti, dopo 12 settimane è stato riscontrato un significativo miglioramento della funzionalità delle vie polmonari, ed anche un miglioramento  nei problemi di peso. Nessun cambiamento si è invece verificato nel gruppo placebo.
L’esistenza di questo collegamento ovviamente non ci stupisce, poiché l’eccesso di respiro presente negli asmatici provoca anche un funzionamento non ottimale del metabolismo, il che facilita l’accumulo di grasso;  tuttavia, anche se il CLA sembra poter dare un utile supporto, se non si mette a posto il modo nel quale si respira 24 ore su 24, difficilmente sarà possibile risolvere alla base il problema.  

NOTIZIE SALUTARI” (a cura della Dr.Fiamma Ferraro)- Gennaio 2011
Salve e Buon Anno a tutti!  Spero, come ripeto ogni anno, che tra i “buoni propositi” per l’Anno Nuovo abbiate messo anche quello di “respirare meglio” iniziando/riprendendo/intensificando gli esercizi del metodo Buteyko!

-Inizio con una segnalazione di carattere “esoterico/spirituale”. Ho appena letto nel libro  “Le leggi del Karma” di Goswami Kriyananda, un noto maestro di kriya yoga, il seguente paragrafo: “Praticate il pranayama, la scienza di estendere e trattenere il respiro senza sforzo…. e più a lungo verrà trattenuto il respiro senza sforzo, più in fretta accadrà l’eliminazione totale del karma;  lo stato di assenza di respiro npn è uno stato inconscio ma uno stato  super-conscio e questo fa sì che possa soverchiare qualsiasi karma e quindi dissolvere anche il karma del passato. Il samadhi è l’arresto mistico del respiro fisico, che è ben diverso dal trattenere il respiro con la forza di volontà.” Quando si trattiene il respiro “a calice pieno” (dopo l’inspirazione) spiega poi Kriyananda, il karma del passato viene ammorbidito, e quando si trattiene il respiro”a calice vuoto” (dopo l’esalazione) il karma del passato viene eliminato.Pertanto, raccomanda Kriyananda:”quando trattenene il respiro (senza sforzo) pensate pensieri buoni e vivete buone sensazioni. Di solito il nostro trattenere il respiro è quasi impercettibile, eppure quello è precisamente il momento in cui il karma del passato viene ammorbidito”.
I conoscitori delle religioni orientali sanno bene cosa sia il karma; si tratta delle conseguenze delle buone o cattive azioni  eseguite nelle vite precedenti, che determinano buoni o cattivi eventi nella reincarnazione  attuale. Pertanto, praticando il metodo Buteyko ( con il quale si riesce per l’appunto a non respirare, senza sforzo, per frazioni di tempo più lunghe), oltre a guarire da acciacchi vari potrebbe essere possibile anche migliorare il nostro karma :-) !

- Altri medicinali da ritirare
Vengo ora alle notizie più “scientifiche” alle quali è in genere dedicato questo Notiziario, e devo purtroppo continuare con gli ormai consueti avvertimenti. La rivista medica francese Precrire osserva che sarebbe opportuno ritirare dal mercato i farmaci contenenti il principio attivo Buflomedil, un vasodilatatore, sottolineandone la pericolosita' e gli effetti negativi cardiaci e neurologici anche mortali. Gia' nel febbraio scorso l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)  aveva emesso una comunicazione sulla sicurezza rivolta ai medici,  consigliando ulteriori cautele.  Tuttavia il farmaco non è ancora stato ritirato.
Non vi nascondo che, quando mi chiedono “ma è sicuro al 100%  che il metodo Buteyko sarà efficace nel mio caso?”, invece di stare pazientemente a rispondere, al telefono, che sarebbe disonesto da parte mia assicurare un’efficacia al 100% (ognuno è un caso a sè ed in campo medico nulla è mai sicuro al 100%) mi verrebbe spontaneo rispondere che   perlomeno  è sicuro al 100% che il metodo Buteyko,  (purché ben praticato) non farà male, cosa che non si può dire per  alcuni farmaci. 

-Inquinamento ed eccesso d’igiene. La terapia chelante e la terapia elmintica
Si moltiplicano le notizie allarmanti sui veleni dai quali siamo sempre più circondati: basta pensare all’acqua all’arsenico ed alle uova/carne/latte alla diossina in Germania.  Come ho messo spesso in rilievo, il respiro è uno dei fattori più importanti –se non il più importante- per la salute ma non è l’unico. Vi è sempre tutta una serie di fattori da considerare e non  si può pensare che sia possibile, grazie al metodo Buteyko, stare bene anche se si beve acqua all’arsenico! Respirare bene aumenta indubbiamente anche  in questi casi  la nostra resistenza e capacità di disintossicazione che tuttavia, se l’arsenico o altri veleni sono troppi, ha dei limiti. Il metodo Buteyko ha comunque anche in questi casi una importante funzione di allarme: se,  pur facendo bene e con perseveranza gli esercizi, non si riesce in tempi ragionevoli a  migliorare il modo di respirare, spesso il motivo è da ricercare nella presenza di veleni depositati nell’organismo.
Nel 2003 avevo studiato ed approfondito in Germania la terapia chelante (diretta appunto ad eliminare dall’organismo i depositi di mercurio, metalli pesanti ed altri veleni);  si tratta della terapia che, insieme a quella riguardante il miglioramento del modo di respirare, ho raccomandato con la frequenza maggiore nei miei ultimi 7 anni di pratica medica (sto scrivendo un libro sull’argomento).  Siamo veramente alle prese, nel nostro ambiente,  con un numero di agenti tossici di dimensioni preoccupanti.
Mentre la “sporcizia” chimica che ci circonda non ci allarma quanto dovrebbe, l’atteggiamento è invece diverso nei confronti della “sporcizia naturale”,  con la quale abbiamo convissuto per secoli. Molti sono terrorizzati dall’idea del minimo contatto con germi e terriccio e lavano/disinfettano quasi ossessivamente tutti gli oggetti con i quali entrano in contatto. Anche in questo, come in altri campi, vale la raccomandazione di trovare la giusta misura!
Già in altre edizioni del Notiziario avevo  accennato alla teoria dell’”eccesso di igiene”  quale causa del  grande aumento dei casi di asma, allergie e malattie autoimmuni. In base a questa teoria, per migliaia d’anni il sistema immunitario umano si è sviluppato in condizioni di stretto contatto con il terreno e le varie sostanze (germi, vermi, residui vari ecc.) in esso contenute. L’uomo moderno invece  compra  alimenti, lavati e disinfettati, nel supermercato; i bambini non giocano quasi più nei campi e prati ma in casa o in cortili asfaltati; mancherebbe quindi al sistema immunitario umano, in base a questa teoria, la possibilità di confrontarsi ed allenarsi tramite il contatto con la “sporcizia” naturale alla quale era abituato, e ciò porterebbe ad un suo sviluppo e funzionamento non ottimale  .
Nell’ambito di questa teoria sta nascendo la “terapia elmintica” ( con prodotti ricavati da vermi),    ed una ditta tedesca ha messo a punto, contro le allergie,  dei medicinali contenenti appunto dei residui elmintici, già prodotti ed in vendita in Tailandia.
Anche se impiego da tempo, con ottimi risultati, dei medicinali provenienti dal regno animale, come api, formiche, ed in particolare ragni, scorpioni e serpenti (elaborati con determinate procedure ed usati in Germania da decenni), per quanto riguarda la terapia elmintica mi sembra che i risultati, e soprattutto l’innocuità, non siano ancora sufficientemente provati e mi sembra preferibile aspettare che si concludano le ulteriori sperimentazioni in corso in Germania.  

Studi sul respiro e l’asma presso la Southern Methodist University  di Dallas
I professori Thomas Ritz  ed Alicia Meuret,  presso questa Università, hanno elaborato un programma durante il quale  intendono insegnare agli asmatici come migliorare la loro condizione cambiando il loro modo di respirare.
Il programma è finanziato con 1,4 milioni di dollari dal National Institute of Health e si concluderà nel luglio di quest’anno.
I professori in questione osservano (dando –giustamente- la loro affermazione per scontata e non necessitante ulteriori conferme) che “Durante  un attacco d’asma si tende ad iperventilare e sfortunatamente ciò peggiora il problema, facendo diminuire i livelli di CO2 nel corpo, il che ostacola la circolazione del sangue verso il cervello ed irrita ulteriormente le vie  respiratorie. Gli asmatici che iperventilano costantemente rischiano carenze croniche di CO2, il che li rende più vulnerabili  a futuri attacchi. “
Impiegando il programma da loro elaborato  ( Capnometry-Assisted Respiratory Training -CART) i professori intendono insegnare ai pazienti come eliminare l’iperventilazione.   
Fa piacere vedere come finalmente si inizi ad osservare l’esistenza di iperventilazione e   carenza di CO2 negli asmatici. Ciò che fa meno piacere è vedere che i professori in questione,  senza nemmeno menzionare Buteyko (che, 60 anni prima di loro  aveva osservato il fenomeno in questione) ritengano necessario ricorrere, per questo riaddestramento respiratorio, ad  apparecchiature (i capnometri, che misurano la quantitò di CO2 contenuta nell’aria esalata) complesse e costose, alle quali si ha in genere accesso solo in ospedali o studi medici.
Io stessa, presa alcuni anni fa da un “raptus” tecnologico, mi ero procurata, con notevole spesa, un complesso capnometro, sperando di potere con questo strumento insegnare meglio la respirazione Buteyko ai miei pazienti. Il primo entusiasmo era però passato presto e mi ero resa conto che la semplice PC (pausa controllo) insegnata da Buteyko, costituisce il modo più semplice ed efficace, che può essere effettuato ovunque, senza macchinari, per misurare  il rapporto del nostro organismo con la CO2. Purtroppo siamo tutti portati a pensare che  le procedure   costose e tecnologiamente complesse siano più efficaci di quelle semplici e non costose. Non è sempre così,  e Buteyko ne è il miglior esempio!

CORSI  
**con la Dott.ssa Fiamma Ferraro
Corsi per uso proprio: a)corsi di gruppo:   A Roma, il 15 gennaio, : corso per un piccolo gruppo
                                 b)Corsi individuali: a Siena, Firenze o Roma, ed ora anche a Modena, corsi individuali (o per piccoli gruppi)con consulenza medica, su appuntamento (anche nel fine settimana). In caso di corso individuale può essere sufficiente un pomeriggio (circa 4 ore).Per chi non vuole imparare il metodo solo a scopo preventivo ma per  far fronte a problemi di salute, è in genere preferibile un corso individuale, che può essere inquadrato in una consulenza medica durante la quale possono anche essere prescritti/modificati, se necessario, dei dosaggi di medicinali, sia convenzionali che alternativi. 
Per informazioni: tel. 3456248926 ,   www.saluteglobale.com  , e-mail: fiafer@yahoo.com
Corsi per istruttori :
  Il prossimo primo livello del nuovo corso  avrà luogo  il 2-3 aprile a Casciano di Murlo; il secondo livello si svolgerà, sempre a Casciano di Murlo, il 3-4 settembre.  Gli interessati sono invitati a mettersi in contatto al più presto (fiafer@yahoo.com.)

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